Sfida cruciale (2011)

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Copertina di Guido Scarabottolo per il romanzo “Sfida cruciale” (Einvígið, 2011) di Arnaldur Indriðason, edito nel 2013 da Ugo Guanda con la traduzione di Silvia Cosimini.

La trama:

Estate 1972. Da qualche settimana l’Islanda non è più un fazzoletto di terra sperduto nell’Atlantico settentrionale. All’improvviso i riflettori di tutto il mondo sono puntati sull’isola e sulla sua tranquilla capitale.
Siamo in piena guerra fredda e Reykjavík ospita la sfida del secolo tra i campioni di scacchi Bobby Fischer e Boris Spasskij, rappresentanti delle due superpotenze. La posta in gioco è ben più alta di un titolo mondiale.
Sullo sfondo di questo scenario, l’assassinio del diciassettenne Ragnar Einarsson sembrerebbe un dettaglio insignificante e le coscienze degli islandesi, rapiti dallo storico torneo, non ne restano scosse. Ma a indagare sull’assurdo omicidio all’apparenza privo di movente è Marion Briem, futuro superiore di Erlendur alla polizia di Reykjavík. Forte del senso etico e della caparbietà maturati grazie a una difficile storia personale, a una vita segnata dalla solitudine e dalla malattia, Marion va a fondo di un crimine che a poco a poco si rivela essere niente meno che un intrigo internazionale.

sfida-cruciale-bIncipit:

Fu solo alla fine del film, quando le luci si accesero e tutti uscirono dalla sala, che la maschera si accorse del cadavere.
Era lo spettacolo delle cinque del pomeriggio di un giorno feriale. Come sempre, la biglietteria aveva aperto un’ora prima della proiezione e il ragazzo era stato il primo a entrare. La bigliettaia l’aveva notato appena. Era una donna sulla trentina, con un nastro di seta blu nei capelli cotonati. In un piccolo portacenere ardeva una sigaretta. La donna era concentrata a leggere una rivista danese e aveva alzato a malapena la testa quando il ragazzo si era presentato allo sportello.
«Un biglietto?» aveva chiesto, e lui aveva annuito.
La donna gli aveva passato il biglietto, il resto e il programma delle proiezioni. Poi si era rimessa a leggere. Il ragazzo si era infilato il resto in una tasca e il biglietto nell’altra, e si era allontanato.
Gli piaceva andare al cinema da solo, soprattutto allo spettacolo delle cinque; comprava sempre un pacchetto di popcorn e una bevanda gassata. Aveva anche un posto preferito in ogni cinema della città, e in ogni sala era diverso. Se, per esempio, andava all’Háskólabíó, si sedeva in alto sulla sinistra. L’Háskólabíó era il cinema più grande e con lo schermo più ampio, quindi ci si doveva sedere a una distanza ben precisa per non perdersi neppure il minimo dettaglio. La distanza dava anche una sensazione di sicurezza, perché certi film facevano un po’ impressione. Se andava al Nýja Bíó si sedeva in galleria, sulla piccola panca lungo il corridoio. I posti migliori del Gamla Bíó erano verso la metà della galleria. All’Austurbæjarbíó si sedeva sempre nella terza fila dal fondo, sulla destra. Al Tónabíó preferiva stare sul corridoio, così poteva allungare le gambe, e lì lo schermo era a una distanza sicura. Lo stesso valeva per il Laugarásbíó.

L.

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L’arcangelo degli scacchi (2013)

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Splendida copertina scaccosa per il romanzo “L’arcangelo degli scacchi” (aprile 2013) di Paolo Maurensig, edito per Mondadori.

La trama:

Sessantaquattro caselle. Trentadue figure. E una possibilità combinatoria pressoché infinita. Nessuna partita di scacchi è uguale a un’altra. Ognuna è una sfida unica, giocata su quel quadrato magico che è la scacchiera: quasi un mondo fuori dal mondo. Paul Morphy è stato un autentico artista della scacchiera, forse il più grande. Nella sua brevissima parabola, sospesa sull’esile filo che separa la genialità dalla follia, ha incarnato alla perfezione l’essenza del “nobile gioco”. Paul nasce a New Orleans, da una famiglia facoltosa, nel 1837. Ha solo quattro anni quando rivela il proprio straordinario talento. A dodici anni è già il più forte giocatore della Louisiana e, non ancora maggiorenne, si laurea campione degli Stati Uniti con una facilità disarmante. A quel punto non gli resta che affrontare i più famosi campioni europei, e soprattutto quello che molti considerano il migliore al mondo: Howard Staunton. A nulla valgono le suppliche della madre, e neppure della sua amata Adele. L’ambizione di Paul non conosce ostacoli. Come un cavaliere, sprezzante di qualunque premio che non sia la gloria, Morphy parte per la sua missione accompagnato da un ambiguo scudiero, il giornalista Frederick Milnes Edge, lasciando la solatia città natale per smarrirsi nelle nebbie londinesi. Chi era in realtà Paul Morphy? Quali accadimenti spensero la fiamma del suo genio, inducendolo ad abbandonare per sempre gli scacchi all’apice della carriera, e a ritirarsi in una grigia esistenza di solitudine?
Questo romanzo è il suo memoriale perduto. Forse favorito da una curiosa consonanza onomastica, Paolo Maurensig si è calato nel suo personaggio come in un rito della New Orleans più profonda e misteriosa. Il suo racconto ricostruisce fedelmente le partite, i successi, le incredibili esibizioni di Morphy, e al tempo stesso svela le pieghe più segrete della sua vita, fino al duello dei duelli, la sfida che nessuno ha mai potuto vedere.
Dopo La variante di Lüneburg, Maurensig firma un nuovo appassionante romanzo che restituisce tutto il fascino del gioco più complesso ed enigmatico che l’uomo abbia inventato, quasi a specchio della vita: dalla mossa di apertura allo scacco matto.

Incipit della Premessa:

Questo memoriale, finora inedito, poteva non venire mai alla luce. Dopo la morte prematura di Paul Morphy, molti dei suoi oggetti personali, tra cui la preziosa scacchiera intarsiata in madreperla con i pezzi in oro e argento, dono dei membri del Congresso americano di scacchi al suo rientro dall’Europa, furono battuti all’asta e acquistati da alcuni estimatori del grande campione. Nell’inventario non si fa alcuna menzione di lettere, diari o scritti di suo pugno, e si presume che tutto il materiale autografo, comprese le carte riguardanti la nuova causa per presunta malversazione che Morphy stava intentando a suo cognato John Sybrandt, amministratore dei beni patemi, sia rimasto in mano alla famiglia.
È nota a tutti la ritrosia di Morphy a parlare di sé. Quando gli fu chiesto il permesso di inserire una sua breve biografia in un libro sui personaggi che avevano dato lustro alla città di New Orleans, rispose che nulla si poteva dire di lui se non che aveva ereditato da suo padre la somma di 146.162,54 dollari, la quale gli permetteva di godersi un’esistenza agiata, a dispetto del fatto che nella vita non avesse mai svolto alcuna professione, né ricavato alcun guadagno. Quella richiesta può averlo indotto però a scrivere un memoriale che chiarisse definitivamente la sua posizione presente e passata.
Morphy era molto sensibile alle critiche, come agli elogi, od è probabile che negli ultimi anni della sua vita volesse rendere chiara la sua immagino affinché nulla potesse infangarla.
Se queste pagine offrono in gran parte una lucida esposizione dei fatti, soprattutto riguardo al controverso “affair Staunton”, vi sono tuttavia dei punti in cui le elucubrazioni persecutorie prendono il sopravvento sulla cronaca, rivelando una irreversibile psicosi. Per questo può darsi che la famiglia abbia occultato l’esistenza del manoscritto, concedendo solo qualche lettura parziale.

L.

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Il tenente Colombo (1974)

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Prima del grande successo televisivo della serie “Colombo”, replicata un miliardo di volte da Rete4, il tenente Colombo è stato presentato agli italiani dalle sale cinematografiche, che fra il 1978 e il 1979 hanno proiettato quattro episodi spacciandoli per film a sé stanti.

Il 12 dicembre 1978 viene proiettato in sala l’episodio 3×08 (A Friend in Deed, 5 maggio 1974) con il titolo “Un amico da salvare“: ecco la splendida locandina scaccosa italiana.

L.

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Kissed (1996)

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Breve scena scacchistica dal film “Kissed” (id., 1996), scritto e diretto dalla canadese Lynne Stopkewich.

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Sandra Larson (Molly Parker) e il suo fidanzato Matt (Peter Outerbridge) giochicchiano a scacchi mentre parlano di un tema davvero inusuale: la necrofilia!

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Il film l’ho recensito nel mio blog Il Zinefilo.

L.

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L’amante di Lady Chatterley (1993)

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Il mitico Vincenzo mi segnala una scena scacchistica da un film molto particolare: “L’amante di Lady Chatterley“, diretto dal grande Ken Russell.
La particolarità del film è che in realtà è una miniserie televisiva in quattro puntate del 1993, giunta in Italia “raggruppata” a film e presentata direttamente in DVD da Medusa Video e General Recording addirittura nel 2013: vent’anni dopo la messa in onda originaria.

lady-chatterley-aIn questa scena la signora Bolton (Shirley Anne Field) e Sir Clifford Chatterley (James Wilby) giocano a scacchi quando arriva Lady Chatterley (Joely Richardson), che è appena stata con il suo amante Mellors (Sean Bean).

Per il filmatino della sequenza ecco il link.
Per altre citazioni dallo stesso decennio, ecco il link.

L.

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Wonder Woman (2005) Checkmate!

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Copertina firmata da J.G. Jones per il numero 218 (volume 2) della testata “Wonder Woman” (agosto 2005), inedito in Italia.

L’autore della storia è Greg Rucka.

Art by J.G. Jones

Art by J.G. Jones

L.

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Overlord (2016)

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Copertina scaccosissima per il romanzo “Overlord” di Carlo Nordio (Mondadori, aprile 2016).

Ecco i crediti della copertina:

  • Graphic Designer: Pino Sartorio
  • Elaborazione immagine © IstockPhoto

La trama ovviamente non è scacchistica:

1944. Gli Alleati stanno preparando l’operazione da cui dipendono le sorti della guerra e del mondo intero: lo sbarco delle loro armate in un luogo segreto della costa francese. Ed è per questo che, nella notte del 28 aprile, dieci navi della Marina Americana stanno attraversando la Manica, per simulare uno sbarco sulle coste del Devonshire su una serie di spiagge simili per conformazione a quelle della Normandia da cui dovrebbe partire l’Operazione Overlord, il piano per la liberazione della Francia.

Ma un loro messaggio viene intercettato. Subito motosiluranti tedesche si dirigono verso le navi alleate e ne affondano due. Il bilancio è severissimo, centinaia di morti e dispersi, tra cui dieci ufficiali “Bigot”, tra i pochi depositari in tutto circa cento del luogo segreto dello sbarco.

Grande è il sollievo degli Alleati quando scoprono che nessuno di questi dieci è caduto in mano ai nazisti. L’unica informazione che può essere trapelata è il nome di uno di loro, Clarence Collins, che però è sopravvissuto al disastro ed è al sicuro in un ospedale inglese.

Questo fa venire un’idea a Stewart Menzies, capo dei Servizi Segreti inglesi, e a Colin Gubbins del SOE, l’organizzazione britannica creata per operazioni di sabotaggio sul suolo europeo. Un’idea audace e ambiziosa per depistare i tedeschi, che stanno iniziando a spostare parte delle loro truppe da Calais, dove credevano sarebbe avvenuto l’attacco alleato, verso la Normandia e la Bretagna.

Churchill e Eisenhower sono d’accordo. Manderanno uno dei loro dietro le linee nemiche, a fingersi Collins per farsi catturare dalla Gestapo, per depistare definitivamente i nazisti. E solo un uomo è all’altezza del compito: Jim Wallace, il migliore agente del SOE, istruttore di lotta, esperto di tiro, traduttore di francese, consulente della polizia federale, laureato in letteratura moderna. Affidabile, coraggioso, preparato. E incosciente quanto basta per salvare il mondo. Quello che segue è un gioco di specchi tra Alleati e Nazisti, che, tra colpi di scena, doppi e tripli giochi, cercheranno gli uni di tenere nascosto, gli altri di scoprire, il luogo dello sbarco che deciderà i destini della guerra.

Dopo aver raccontato la storia di una spia nazista in Operazione Grifone, Carlo Nordio passa al fronte alleato. Con Overlord Nordio si conferma un autore unico nel panorama italiano, capace di combinare verità perfettamente documentata e mito, di tenere il lettore incollato alla pagina e di raccontare la grande storia da una prospettiva inedita ed emozionante.

L.

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Mystic Game (2016)

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Il film russo “Mystic Game” (Misticheskaya komediya, 2016) di Artyom Aksenenko inizia con il protagonista che gioca a scacchi con una figura oscura, plausibilmente una citazione da Il Settimo Sigillo.

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Per vedere il filmatino della sequenza, ecco il link.
Per altre citazioni dallo stesso decennio, ecco il link.

L.

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Martin Hel (2017)

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Sul numero 2182 (30 gennaio 2017) del settimanale a fumetti Lanciostory (Editoriale Aurea) trovo questa vignetta scacchistica a pagina 727 (capitolo 59°) dell’inserto dedicato a Martin Hel.
Non è specificato alcun nome di disegnatore.

L.

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Sherlock 2017

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Grazie a questo post del blog “La Bara Volante” di Cassidy ho scoperto l’esistenza di almeno due foto pubblicitarie “scaccose” della quarta stagione della celebre serie televisiva Sherlock di Mark Gatiss e Steven Moffat.

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Nelle foto – trovate in rete – ci sono Holmes (Benedict Cumberbatch), Watson (Martin Freeman) e Mycroft (Mark Gatiss) prima intenti a giocare seriamente a scacchi… finché Sherlock non getta via i pezzi!

L.

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