La tarantola dal ventre nero (1971)

L’impareggiabile Ivano Landi del blog “Cronache del Tempo del Sogno” mi segnala una scena scacchistica nel film italiano “La tarantola dal ventre nero” (1971) di Paolo Cavara (in DVD RHV 2009).

È un tipico thriller a tinte forti (o presunto tale) dell’epoca, senza venature paranormali che lo rendano un thrilling ma con quell’atmosfera opprimente e misteriosa che impreziosiva il genere in salsa italiana. Purtroppo la tarma non mi sembra all’altezza delle aspettative, con il povero ispettore Tellini (Giancarlo Giannini) alle prese con un caso più grande di lui ma che in realtà non mantiene le fosche promesse a cui gli elementi narrativi messi in capo farebbero pensare.

Parata di attrici note che entrano in scena solo per spogliarsi, tranne Stefania Sandrelli che rimane vestita: la trametta gialla sembra scritta al volo solo come riempitivo tra un nudo e l’altro.

Ringrazio come sempre Ivano per le sue splendide segnalazioni chiccose.

L.

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7 risposte a La tarantola dal ventre nero (1971)

  1. wwayne ha detto:

    Sono totalmente d’accordo, La tarantola dal ventre nero è uno dei peggiori gialli all’italiana che siano mai stati girati. Paradossalmente è anche uno dei pochi ad aver potuto contare sulla presenza di un attore di grido come Giannini. Se vuoi approfondire la tua conoscenza del genere guarda piuttosto “La casa con la scala nel buio”: si trova completo su Youtube, e batte La tarantola dal ventre nero 6 a zero.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono fiducioso che fra le centinaia di film simili prodotti in Italia ce ne siano parecchi più brutti, anche se poi resta un gusto personale.
      Non sono minimamente interessato al genere, per questo conto sui miei Angeli custodi: per raggiungere citazioni in film che non vedrei mai di mia scelta 😛

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      • wwayne ha detto:

        Non sai cosa ti perdi. Grazie per la risposta! 🙂

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      • Ivano Landi ha detto:

        Sì, non è tra i migliori ma neanche tra i peggiori del genere. Personalmente lo preferisco all’altro citato nel commento sopra. Gusto personale, appunto.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ho visto troppi pochi film di questo genere per averne una visione d’insieme, ma al di là di tutto mi è sembrato che la storia fosse troppo inconsistente per l’atmosfera che si cercava di creare, la quale avrebbe avuto bisogno di un “cattivo” più corposo e un agire più “criminale”, mentre invece alla fine mi è sembrata una motivazione troppo flebile. E mi è venuto facile pensare ad una mera scusa per mostrare donne nude, che sicuramente in patria vendevano più del thriller all’italiana!
        Il personaggio di Giannini mi è molto piaciuto, un protagonista suo malgrado, che vuole continuamente cambiare mestiere non sentendosi adatto ma rimanendo invischiato nella “tela del ragno” a forza, però forse una sceneggiatura più incisiva gli avrebbe fatto miglior servizio.

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  2. Ivano Landi ha detto:

    Grazie come sempre per la citazione 🙂

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