Scacchi e Terminator

terminator_scc1Visto che il blog “La Bara Volante” ha recuperato la serie “Terminator: Sarah Connor Chronicles“, con tanto di forte citazione scacchistica, recupero questo mio pezzo scritto il 16 ottobre 2008 per il sito Scacchi Art Notar Tom.

Scacchi & Terminator

Cosa c’entra un robot assassino con il “nobil giuoco”?
Un accostamento quanto meno inedito è stato invece possibile nella serie televisiva dedicata ai pericolosi robot del futuro, trasmessa recentemente anche in Italia.

terminator_scc2Garry Kasparov ebbe a dire che «il gioco degli scacchi è lo sport più violento che esista». Giustissimo… ma da questo ad accostare il “nobil giuoco” a dei robot assassini il passo è veramente lungo. Eppure lo si è fatto nel 2008, quando cioè è stata prodotta la serie televisiva Terminator: The Sarah Connor Chronicles, la cui storia si inserisce fra il secondo ed il terzo episodio della saga filmica del robot del futuro.

Per chi non conoscesse la storia, Terminator nasce nel 1984 dalla fantasia del regista e sceneggiatore James Cameron (che sicuramente aveva bene in mente almeno due “fonti”: il film Westworld di Michael Crichton e il romanzo Nato d’uomo e di macchina di Ted White). Insieme all’allora moglie Gale Ann Hurd, Cameron scrive la sceneggiatura di un film che è rimasto un caposaldo della fantascienza, Terminator appunto, e che affermò il divo emergente Arnold Schwarzenegger.
L’assunto è semplice. Dal futuro arriva ai giorni nostri un robot invincibile, con sembianze umane, con una missione ben precisa: uccidere Sarah Connor. La donna, infatti, anche se non lo sa diventerà la madre di John Connor, futuro leader di una possente rivolta umana contro l’olocausto scatenato dalle macchine ribelli. Il futuro di Cameron, infatti, è tutt’altro che allegro: Skynet, un super-computer, acquisterà autocoscienza e dichiarerà guerra a tutti gli umani, costringendoli a vivere nascosti finché proprio John Connor non donerà a tutti una speranza. Fin qui ci troviamo di fronte ad una pura trama fantascientifica… ma cosa c’entrano gli scacchi?

terminator_scc3Facciamo un altro passo in avanti. Nel secondo film della serie, Sarah Connor ha ormai un figlio adolescente che non sembra proprio destinato a diventare un leader mondiale. Malgrado sconfiggano i vari Terminator arrivati dal futuro per ucciderli, Sarah e John vivono braccati ed in continua fuga, ma anche in costante “addestramento”: non dimentichiamoci che il John del futuro dovrà guidare una vera e propria campagna militare.
Prima di arrivare all’apocrifo terzo episodio filmico (la cui assenza di Cameron alla sceneggiatura ne decreta il totale fallimento sotto ogni punto di vista), si inserisce la storia della serie televisiva, da poco trasmessa per intero in Italia. John è quasi un uomo, ed il suo addestramento continua, così come continuano le fughe insieme alla madre.

«Di tutto l’addestramento che mio figlio ha ricevuto nelle foreste del Centro America, – racconta Sarah all’inizio del quinto episodio, – niente lo ha preparato di più al combattimento del gioco degli scacchi. Gli ha insegnato praticamente tutto quello che doveva sapere sulla guerra; che per vincere devi essere paziente, audace, astuto e soprattutto disposto al sacrificio.»

Sarah Connor (Lena Headey) ed Andy Goode (Brendan Hines)

Sarah Connor (Lena Headey) ed Andy Goode (Brendan Hines)

Ad un certo punto i due conoscono di persona l’inventore di Skynet, l’uomo cioè che con la sua intuizione e il suo lavoro renderà possibile concettualmente la costruzione del super-computer che acquisterà autocoscienza e ucciderà milioni di uomini. Chi se lo sarebbe aspettato, però, che un computer di questa stazza… fosse stato concepito come software scacchistico!!!
Si chiama “Il Turco” (The Turk), il prototipo di Skynet, con un chiaro e lampante rimando al famoso automa settecentesco costruito da Wolfgang von Kempelen, la cui bravura a scacchi stupiva talmente che Edgar Allan Poe asserì che “per forza” dovesse esserci un uomo al suo interno!

Andy Goode, l'inventore... di Skynet!

Andy Goode, l’inventore… di Skynet!

Lo ha costruito Andy Goode (Brendan Hines): venditore di cellulari per mestiere, appassionato di scacchi e informatica per passione; usando pezzi di playstation e cellulari, con materiali quindi di fortuna, nel corso degli anni e con tanta pazienza. Però le basi sono gettate. Andy, infatti, decide di partecipare ad un torneo scacchistico particolare, in cui cioè i partecipanti non sono umani bensì computer.

Torneo di computer

Torneo di computer

Gli umani muovono solo le pedine: le mosse sono invece elaborate da dei software. Chi vince, otterrà un contratto con l’Esercito… il primo passo, quindi, per la creazione del super-computer Skynet… Sarah e John, venuti a conoscenza di questo, tentano ovviamente di fermare l’informatico, ma la loro umanità impedisce loro di ucciderlo. Tentano di fermare il suo lavoro, ma ottengono solo di farlo impegnare ancora di più. Ci penseranno altri uomini, anche loro venuti dal futuro, a sistemare Andy…

06Va infatti ricordato che l’olocausto delle macchine, nel futuro, avrà in tutto e per tutto l’aspetto della ben più tristemente famosa vicenda dei campi di sterminio della Germania nazista; agli umani prigionieri dei robot vengono tatuati codici a barre sulle braccia e vengono usati come cavie… Si può comprendere, quindi, che chi riesca a fuggire nel nostro presente abbia dei sentimenti molto forti verso chi ha concettualmente creato “quel” futuro…

Il bravo caratterista Mark Ivanir

Il bravo caratterista Mark Ivanir

È un elemento costante di tutta la saga di Terminator (compresa quella parallela a fumetti, non sempre edita anche in Italia), la contrapposizione fra i sentimenti umani, che non tutti gli uomini provano, e la spietatezza, che non tutti i robot provano.
Ecco le note di Sarah Connor alla fine dell’episodio citato, intitolato (guarda caso) “Scacchi e guerra” (Queen’s Gambit):

«Gli scacchi forse hanno un limite, come gioco strategico, ed è questo: a differenza che nella guerra, le regole degli scacchi sono costanti, i pezzi sono immutabili. Non potrai mai conquistare il cuore di una Torre, o l’anima di un Cavaliere: sono sordi ai tuoi argomenti, e così dev’essere. Lo scopo di una partita di scacchi è l’annientamento totale, ma in guerra anche quando il sangue ribolle e ti scagli contro il nemico, c’è la speranza che menti più assennate della tua ti fermino prima che tu annienti il bersaglio. In guerra a differenza che negli scacchi, le regole si possono cambiare; si può proclamare una tregua; il più acerrimo nemico può diventare il migliore amico. In guerra c’è la speranza.»

Be’, ricordiamoci sempre la passione profonda che lega la cultura statunitense alla guerra…

Ancora una volta gli scacchi hanno dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, la loro incredibile universalità e soprattutto la loro grande umanità: da quando esiste l’uomo e finché egli vivrà sotto il sole, esisteranno gli scacchi… E chissà, forse anche al di là dell’uomo!

L.

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2 risposte a Scacchi e Terminator

  1. Cassidy ha detto:

    Bellissimo pezzo, sono stati accurati a citare “Il turco” come ideale stampo per Skynet, ma nei primi episodi della serie gli autori hanno dimostrato di essere in palle, poi purtroppo si sono persi. Grazie per la citazione, vado a contro citarti nel mio pezzo, in modo da creare un loop spazio-scacchistico 😉 Cheers

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