John Byrne’s Next Men 1 (2010)

Nel dicembre 2010 la IDW Publishing ha recuperato dalla Dark Horse Comics la testata “Next Men” scritta e disegnata da John Byrne: per l’occasione, il primo numero ha una splendida copertina scaccosa firmata dallo stesso Byrne.

L.

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La galleria dell’usignolo (1994)

Splendida copertina scaccosa, firmata da Prieto Muriana (Agenzia Norma), per il numero 2371 (10 luglio 1994) della collana “Il Giallo Mondadori“: per la scheda completa di questo libro, si rimanda agli Archivi di Uruk.

L.

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Delta Force One (2000)

Uri Gavriel e John Rhys-Davies

Già ho parlato ieri nel mio blog Il Zinefilo del film “Delta Force One: The Lost Patrol” (2000) di Joseph Zito, inedito in Italia, ma qui merita un approfondimento una scena scacchistica molto ghiotta.

Una scacchiera davvero splendida

Finale del film. Mentre i buoni fanno irruzione nella base segreta missilistica di Israele, il perfido Ivan (interpretato dal noto e prolifico caratterista John Rhys-Davies) sembra giocare a scacchi con il suo braccio destro invece…

La mossa di Ivan

Dopo aver fatto la sua mossa, Ivan aspetta fiducioso che il suo avversario muova, ma visto che questi continua a riflettere senza battere ciglio, Ivan – che, ricordiamolo, è bieco e cattivo – si stufa, gira la scacchiera e fa da solo la mossa dell’avversario!

Ivan è vistosamente impaziente

Ricordo che la scena, non so quanto volutamente, ripetete in modo identico quanto già fatto da  John Cleese nel film “Silverado” (1985).

1985 – Silverado
(id., di Lawrence Kasdan con Kevin Kline e Scott Glenn)

Per vedere il filmatino della sequenza, ecco il link.
Per altre citazioni dallo stesso decennio, ecco il link.

L.

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Saturn 3 (1980)

Una sfida a scacchi davvero futuristica

Il sempre attento Vincenzo – uno dei procacciatori più assidui del blog – mi manda una segnalazione che mi lascia di sasso: mi avverte che c’è una ghiotta scena scacchistica nel film “Saturn 3” (id., 1980) di Stanley Donen.

Ciò che mi stupisce è che sebbene abbia conosciuto molto tardi il film – circa una decina d’anni fa – mi ci sono subito appassionato, tanto da leggere con piacere “Saturno Tre“, cioè l’ottima novelization di Steve Gallagher pubblicata da “Urania” n. 836 (18 maggio 1980).
Com’è possibile mi sia sfuggita la scena scacchistica?

Ecco la trama ufficiale di Urania:

Un tipo ambiguo, il capitano James. E ancora più ambiguo è Hector, l’androide smontato e imballato in diverse casse che James ha portato con sé nella base spaziale di Saturno Tre. Sarà, ma non m’ha veramente l’aria di un robot, dice infatti la protagonista guardando i pezzi che riempiono la prima cassa. Ma aspettiamo a giudicare, tanto più sapendo che nella versione cinematografica (con Kirk Douglas) il creatore americano di Hector s’è ispirato a una serie di tavole anatomiche del designer italiano Leonardo da Vinci.

Aggiungo anche l’incipit del romanzo:

La base su Teti, terzo satellite di Saturno, era ritenuta dalla maggior parte degli esperti del programma di Ricerca di Saturno la meno importante di tutte. Titano, be’, era decisamente un altro paio di maniche. Il primo e più grande satellite di Saturno faceva sperare bene, anche perché aveva una parvenza di atmosfera; non che l’inerte cappa di metano e ammoniaca ricordasse molto la dolce aria terrestre, ma se non altro quelli che lavoravano su Saturno Sei, la base di Titano, potevano così illudersi di fare della ricerca planetaria. Teti, invece, non era che una palla di neve, un pezzo di sabbia e ammoniaca cristallizzata largo mille chilometri. Persino la base Saturno Cinque, su Rea, era considerata più importante di quella di Teti, con tutto che Rea era generalmente definita il cimitero degli spazi.
(Traduzione di Laura Serra)

Veniamo alla scena scacchistica.

Sarà futuristica, ma è una scacchiera davvero difficile con cui giocare

Adam (Kirk Douglas) e la sua amata Alex (Farrah Fawcett) vivono soli nella base di Teti quindi è normale che giochino a scacchi, l’intrattenimento per eccellenza di due persone isolate.

Kirk Douglas e Farrah Fawcett passano così il tempo, nello spazio…

Al suo arrivo, però, Benson (un eccezionale Harvey Keitel) vuole dimostrare che il suo robot Hector è così intelligente da saper vincere anche a scacchi.

ADAM: Il suo amico sa anche giocare?
BENSON: Certo: farebbe le mosse che farei io.
ADAM: Mi piacerebbe vedere.

Due strani giocatori si uniscono alla partita

Inizia così una partita fra Adam e il robot Hector, guidato da un collegamento mentale con il rigido Benson.

BENSON: Dalla mia mente lui può imparare solo quello che voglio io.

Il braccio è meccanico, ma la mente è umana

Questo collegamento ci fa pensare che nel 1980 non si avesse ancora molta fiducia sul pensiero “autonomo” dei computer: grazie a Deep Blue sappiamo che per un computer pensare come un umano è una limitazione…

La mano umana di Kirk Douglas

Comunque la “morale” della scena è che il freddo ragionamento – che il robot apprende dall’algido Benson – non è per forza la strada migliore.

ADAM: Una cosa dovrebbe insegnargli: il sacrificio. Ma un robot non credo che lo capirebbe, il sacrificio.

Proprio mediante il sacrificio di un pezzo Adam dà scacco matto al robot… e quest’ultimo dà segno di non gradire affatto la sconfitta, dimostrando così un comportamento molto umano. Sarà proprio questo surplus di sentimenti umani a rendere Hector molto pericoloso, nel corso della storia.

La mano robotica di Hector

Per motivi misteriosi questa scena è totalmente assente dalla novelization: possibile che al romanziere Gallagher non sia piaciuta? E forse è per questo che non la ricordavo…

Per vedere il filmatino del finale della sequenza, ecco il link.
Per altre citazioni dallo stesso decennio, ecco il link.

Vi metto anche alcuni filmati della sequenza: considerate che questi “film interi” vengono cancellati spesso da YouTube, per cui non garantisco che questi link dureranno molto.
Sono, in ordine, in lingua inglese, spagnola e tedesca (credo): clicca PLAY e partirà direttamente alla scena in questione.

L.

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Battuta di caccia (1999)

Citazione scacchistica dal fumetto “Battuta di caccia” (Partie de chasse, maggio 1983), scritto da Pierre Christin e disegnato da Enki Bilal, Alessandro Editore 2000.

L.

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Il manuale degli scacchi (2002)

Ristampa digitale del 2010, a cura di Giunti Editore, del saggio del 2002 “Il manuale degli scacchi” a cura di Paola Cavallanti.

Ecco la trama:

Un manuale pratico per avvicinarsi al gioco degli scacchi o per affinare le proprie capacità in uno dei giochi più antichi e diffusi del mondo. Tutto sull’organizzazione della scacchiera, le caratteristiche dei pezzi, le fasi della partita, le strategie vincenti. Ma anche informazioni sui termini tecnici, la storia del gioco, gli schemi delle partite più famose e i protagonisti storici di questo affascinante gioco.

L.

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Big Ass Spider! (2013)

È una citazione minima, in pratica la semplice veloce inquadratura di una scacchiera, però non ho resistito: cosa ci fanno degli scacchi su un tavolo da pic-nic nell’irresistibile filmaccio di serie Z “Big Ass Spider!” (2013) di Mike Mendez?

Per un approfondimento sull’imperdibile film, vi rimando al mio blog Il Zinefilo.

L.

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The Colony (2013)

Laurence Fishburne, in piedi

Due immagini di due momenti diversi del film “The Colony” (2013) di Jeff Renfroe.

Kevin Zegers, in piedi

Nessuno gioca a scacchi né guarda la scacchiera, quindi non rientra nelle regole del CitaScacchi, però mi piace lo stesso conservare traccia delle due immagini.

L.

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Doubt: l’arte del dubbio (2017)

Katherine Heigl ed Elliott Gould

Nella serie televisiva “Doubt. L’arte del dubbio” (Doubt), che Rai2 ha comprato solo per lasciarla tronca, l’avvocatessa protagonista Sadie Ellis (Katherine Heigl) va a raccogliere suo padre, il titolare dello studio Isaiah Roth (Elliott Gould), dal parco dove lui sta giocando a scacchi.

Siccome la donna conosce il padre e il suo modo di giocare, scatta la scena in cui lei avverte l’ignaro avversario della tecnica scacchistica che Isaiah userà, mossa per mossa, rovinando così la partita sul nascere.

Una partita rovinata sul nascere!

Per il filmatino della sequenza, ecco il link.
Per altri telefilm dallo stesso decennio, ecco il link.

L.

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Pensando a te (1969)

In uno dei film canterini di Al Bano e Romina che un tempo incantavano l’Italia, “Pensando a te” (1969) di Aldo Grimaldi, vediamo il figlioletto della coppia – nel film – giocare a scacchi.

Il fatto curioso è che Al Bano sta lì a non fare niente, mentre il figlio infante è alla scacchiera…

Per vedere il filmatino della sequenza, ecco il link.
Per altri film della stessa decade, ecco il link.

L.

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