Continuum 1×06 (2012)

Sto vedendo su Prime Video questa serie TV che all’epoca della sua uscita italiana avevo invece ignorato: “Continuum“, con molte coincidenze tecnico-artistiche con la serie “Stargate”.

Nell’episodio 1×06 (8 luglio 2012) vediamo infatti due attori che arrivano pari pari da “Stargate”, anche se in ruoli minori.

A destra Tony Amendola (il maestro Bra’tac che fa regolarmente capolino in tutte e dieci le stagioni di “Stargate“) interpreta Kagame, un capo terrorista che organizza un piano terribile quanto incredibile: insieme a una squadra di suoi pari torna indietro nel tempo per modificare il futuro.

A sinistra c’è la sempre splendida Lexa Doig, che per alcuni episodi è stata la nuova dottoressa della base di “Stargate” ma nel mio cuore sarà sempre la versione umana dell’astronave di “Andromeda” (2000-2005), qui interpreta Sonya Valentine, spietata terrorista che è pronta a prendere il posto di Kagame, che la considera la sua allieva spirituale. Purtroppo gli sceneggiatori poi ci ripensano e in pratica il personaggio rimane solo una piacevole comparsa, almeno per le prime due stagioni a cui sono arrivato.

Come sempre, qui gli scacchi sono mostrati come simbolo dei machiavellici piani diabolici che i terroristi stanno ordendo nel “passato” 2012.

L.

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HALO 1×03 (2022)

Sulla serie televisiva “HALO” (Paramount+) da poco conclusa ho già parlato, soprattutto riguardo al suo mistero scacchistico, qui mi limito alla breve scena in cui vengono mostrati degli scacchi ben strani.

Nell’episodio 1×03 (7 aprile 2022) vediamo due soldati Spartan – Vannak-134 (Bentley Kalu) e Riz-028 (Natasha Culzac) – giocare a degli scacchi molto stilizzati, ben poco futuristici, così che per compensare li hanno fatti verticali come quelli di Star Trek.

Non sembra ci sia alcun simbolismo nella scena, fin troppo veloce, e purtroppo gli scacchi non appaiono più, almeno nella prima stagione.

L.

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Il sonno della giustizia (2021)

Splendida copertina scaccosa – firmata Doug Armand/Getty Images / Marzia Bernasconi – per il romanzo “Il sonno della giustizia” (While Justice Sleeps, 2021) di Stacey Abrams, portato in libreria da Piemme questo giugno 2022.

Ecco la trama:

Quando diventi una pedina nel gioco di uno degli uomini più potenti d’America, non hai scelta: devi giocare la partita. Fino alla fine.
È il diciotto giugno, alle undici e quarantasette di sera, quando il cervello di Howard Wynn, anziano e scomodo giudice della Corte Suprema, smette di funzionare. Ma nulla è casuale, nella vita del giudice Wynn: la sua carriera è stata una partita a scacchi, e la prossima mossa – anche dal coma in cui è precipitato – è già pronta sulla scacchiera. E si chiama Avery Keene.
Avery è una giovane avvocatessa, assistente di Wynn, con una famiglia complicata e pochi santi in paradiso: con un misto di umiltà e ambizione, ha lavorato sodo per arrivare dov’è. E, adesso che il suo capo è in coma, si ritrova in una posizione scomodissima: perché Wynn, a sua insaputa, l’ha nominata sua tutrice legale.
Ora la vita e la morte del vecchio giudice sono nelle sue mani. E non solo.
Perché sono molti i segreti che Wynn, dal suo scranno nel cuore del potere, ha visto passare davanti a sé. Segreti che l’hanno portato a condurre un’indagine riservata, rimasta inconclusa, e destinata a mettere in ginocchio persone molto importanti, compresa la più importante di tutte: il presidente degli Stati Uniti. Ad Avery non resta che scoprire – indizio dopo indizio, sapientemente disseminati dal giudice – di che indagine si tratti, e quale debba essere la prossima mossa. Perché è chiaro che una sola cosa conta davvero: la verità. Quella che il giudice Wynn era arrivato così vicino a conoscere, e senza la quale il destino dell’America non potrà che essere nerissimo.

L.

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Ghostbusters: Legacy (2021)

Nell’evitabilissimo “Ghostbusters: Legacy” (Ghostbusters: Afterlife, 2021) di Jason Reitman, in DVD Eagle Pictures, uno dei protagonisti si sveglia in una casa dove una qualche entità… lo sfida a scacchi.

Il bambino si sveglia e vede un pedone disposto chiaramente in apertura, e quasi distrattamente lui risponde.

La cosa sembra finita lì, facendo uscire un Cavallo nero, ma poi nei giorni seguenti è chiaro che c’è una partita in corso: ma contro chi?

È un peccato che la cosa duri solo qualche velocissima scena, sarebbe stato bello se la trovata fosse stata più corposa, ma in fondo è un film fatto di nulla e fumo, quindi ci sta.

Per una recensione sul film, rimando al blog di Cassidy.

L.

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Il terzo pilastro (2019)

Copertina scaccosa (a cura di Studio Wise, Milano) del saggio “Il terzo pilastro” (2019) di Raghuram G. Rajan, edito da Egea nel 2019.

Ecco la trama:

Da uno dei più importanti teorici dell’economia del nostro tempo, una brillante e lungimirante analisi dell’attuale reazione populista contro la globalizzazione. Il terzo pilastro traccia un quadro di ampio respiro che ci aiuta a capire come le tre colonne portanti della società (lo Stato, i mercati, la comunità in cui viviamo) interagiscano fra loro, perché le cose stanno iniziando a guastarsi e come possiamo tornare a una situazione più stabile e sicura. Gli economisti limitano troppo spesso il loro campo di riflessione al rapporto fra Stato e mercati, lasciando ad altri le sfuggenti questioni sociali – un atteggiamento non solo miope ma anche pericoloso. Tutta l’economia in realtà è socioeconomia: i mercati sono inseriti in una rete di rapporti umani, di norme e di valori, e Rajan mostra come nel corso della Storia il passaggio a una nuova fase tecnologica abbia sempre strappato il mercato dalle vecchie reti, suscitando quelle violente reazioni che oggi definiamo populismo. Ogni volta si perviene a un nuovo equilibrio, ma il processo può essere violento e caotico, soprattutto se svolto nel modo sbagliato, come sta accadendo oggi. A mano a mano che i mercati crescono, crescono anche gli Stati, concentrando il potere economico e politico in hub centrali che prosperano condannando la periferia alla decomposizione, metaforica e letterale. Rajan offre un’alternativa, un modo per ripensare il rapporto fra mercato e società civile, e si esprime a favore di uno spostamento dell’enfasi verso il rafforzamento del potere e della vitalità delle comunità locali come antidoto alla disperazione e al malcontento crescenti. La tesi di Rajan – che pure non è un conservatore dogmatico – suonerà provocatoria: a meno che la base non assuma il controllo del processo decisionale, la nostra democrazia continuerà a vacillare. Che si sia d’accordo o no, Il terzo pilastro è un capolavoro di chiarezza, destinato a diventare un classico nel suo genere grazie alla capacità dell’autore di spiegare in modo autorevole le forze che hanno portato un cambiamento epocale nella nostra vita.

L.

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Diabolik (2010) A volto scoperto

È più di un anno che ho da parte questa scena scacchistica dall’albo 755 (gennaio 2010), A volto scoperto, della testata a fumetti “Diabolik” (Astorina).

Ginko alla scacchiera dovrebbe stare a simboleggiare la sua mente analitica e tutto il resto, ma visto che l’ispettore è notoriamente un babbeo da competizione, incapace di riuscire anche in un solo caso in decenni d’attività, direi che la scena sembra più una parodia.

L.

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Starsky & Hutch 2×12 (1976)

Recupero con estremo ritardo una segnalazione dell’amico Vincenzo, che torna a colpire con l’episodio 2×12 (18 dicembre 1976) della celebre serie TV “Starsky & Hutch“.

Mi sembrano un po’ annoiati i due giocatori, gli Starsky (Paul Michael Glaser) e Hutch (David Soul) del titolo, ma è solo apparenza: in realtà Starsky finge di essere poco pratico (e chiama “pony” il Cavallo) solo per far innervosire l’insicuro Hutch, che non riesce a decidere la mossa da fare.

La tecnica funziona e Hutch va nel pallone, perdendo la partita senza che Starsky muova un dito.

Una scenetta divertente, con due eroi d’azione affiatati anche quando rimangono fermi.

L.

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Roberto Morelli – Dominazione mentale (2021)

Copertina scaccosa per il curioso saggio “Dominazione mentale” (2021) di Roberto Morelli.

Con “Dominazione Mentale” stai per mettere le mani sul libro di Persuasione più completo in Italia e non solo.
Al suo interno, Roberto Morelli ti rivelerà – senza censura – TUTTE le leve emotive da usare per padroneggiare la natura umana ed insinuarti nell’inconscio profondo delle persone, per dirigere eticamentela loro volontà e le loro decisioni.
Tutto questo anche se sei introverso, poco empatico e anche se non hai frequentato 5 anni di psicologia clinica…
Dominazione Mentale è come avere 33 diversi manuali di influenza e persuasione sempre a portata di mano, in modo che non importa quale sia la situazione, ne uscirai sempre fresco come una rosa.
Ognuna di queste formule sfrutta appieno i 6 Principi della Persuasione di Robert Cialdini, così come molti dei pregiudizi cognitivi e degli errori di pensiero di cui tutte le persone sono comunemente preda.

L.

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Nathan Never 72 (1997)

Sul numero 72 (maggio 1997) della testata a fumetti “Nathan Never” (Sergio Bonelli Editore), Il sogno della farfalla di Michele Medda, troviamo Rashid e Miss Ella impegnati in una brevissima partita, con i disegni di Stefano Casini.

L.

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Scacchi in Star Trek DISCOVERY

In piena pandemia ho affrontato il grande dolore di vedere la pessima “Star Trek: Discovery” solo alla ricerca di citazioni ghiotte: bevande fantastiche, fanta-fucili, citazioni librarie e ovviamente scacchi. Per fortuna in mezzo a tanto dolore e a trame da mani in faccia la seconda stagione mi ha regalato anche qualche sgomattina del “nobil giuoco”.

Ignorati per tutta la prima stagione, gli scacchi appaiono nell’episodio 2×01 (17 gennaio 2019), cioè la foto che apre il post, perché la protagonista (Michael Burnham) deve incontrare suo fratello Spock (Ethan Peck) ed è ovvio che gli scacchi siano il simbolo di una mente logica.

Come si vede qui sopra, nell’episodio 2×07 (28 febbraio 2019) l’insopportabile protagonista tramite una scacchiera su più livelli si ricorda di quando giocava con suo fratello vulcaniano, con cui può finalmente sedersi alla scacchiera nell’episodio 2×09 (14 marzo 2019).

Il personaggio Spock serve alla serie per fingere di essere ambientata nell’universo di Star Trek, quando è palese che così non sia: è solo un brutto sogno da cui ancora non riesco a svegliarmi.

Impegnati a essere troppo fighetti, gli scenografi e gli oggettisti di scena non si sono neanche impegnati a far combaciare le scacchiere all’interno della stessa stagione, mostrandoci qui pezzi diversi da quelli mostrati in precedenza.

Ma sono ovviamente finezze… davanti a Spock incazzato!

È uno Spock molto più calmo quello che torna alla scacchiera, nell’episodio 2×11 (28 marzo 2019).

E così finisce la parentesi scacchistica della stagione: essendo un elemento tipico di Star Trek, non va bene per una serie che non ha nulla a che vedere con Star Trek.

Ho provato a vedere la terza stagione ma i conati di vomito sono troppo forti: per me Discovery finisce qui.

L.

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