Pessima mossa, Maestro Petrosi (2015)

Copertina scaccosa (curata da Francesco Marangon e Laura De Mezza) per il romanzo “Pessima mossa, Maestro Petrosi” (Sperling & Kupfer 2015) di Paolo Fiorelli: a quanto pare un giallo scacchistico!

Ecco la trama:

È una calda mattina di giugno a Urbavia, amabile cittadina del Centro Italia che vanta una splendida basilica cinquecentesca e un’impareggiabile ricetta a base di cinghiale. L’attenzione è tutta per le battute finali del torneo di scacchi organizzato dalla locale Confraternita scacchistica. Il Grande Maestro Achille Petrosi ha già fatto la sua mossa e, rompendo il silenzio in sala con il cigolio della sua poltroncina, sta aspettando irrequieto quella dell’avversario, che a dire il vero non si è ancora presentato. Quale imprevisto può aver trattenuto il Conte, uno dei favoriti alla vittoria? La risposta arriva poco dopo, quando l’uomo viene trovato senza vita nella sua villa, ucciso a coltellate.
Turbato dalla morte del collega, Petrosi decide di indagare sull’accaduto con le poche armi che possiede: una spiccata propensione al pensiero logico, una grande curiosità e una conoscenza profonda del proprio piccolo mondo. D’altronde, ogni partita di scacchi non è forse un romanzo giallo in cui un Re viene assassinato, e bisogna capire come?
Muovendosi tra la sua Urbavia e Cannes – dove affronterà la partita della vita – tra strozzini e tra canti d’arte, Petrosi cerca, esplora, interroga (e s’interroga). Lo aiutano una mamma invadente, una studentessa russa che fa la badante ma sogna di diventare campionessa, un collega albanese che cerca fortuna in Italia. Ne emerge un quadro di invidie, gelosie e rivalità, in cui la verità sull’omicidio si rivelerà sorprendente e… paradossale.

L’incipit:

L’esercito nemico non dava segni di vita. E l’avanguardia dei Bianchi, nella desolata spianata centrale, lo sfidava inutilmente, immobile e perplessa. A Petrosi non era mai successa una cosa simile. Perlomeno, non all’ultimo turno e non in Prima Scacchiera, cioè nella partita che doveva incoronare il vincitore del torneo. L’arbitro aveva dato il via da quasi venti minuti e ancora il suo avversario non si era presentato. Meglio così, provò a dirsi, ma senza crederci davvero. Anzi, l’idea di vincere in quel modo gli pareva una frode. […]
Proprio dietro di lui il Maestro albanese Daxa gongolava, dondolandosi sulla sedia, coccolando con le pupille la sua opera e tenendo i palmi aperti ai due lati della scacchiera, come per dire all’avversario: «Vedi, vedi cosa ti ho combinato?» Quest’ultimo ostentava indifferenza, ma gli angoli della bocca già puntavano verso il basso, come le chance di vittoria. Incapace di reggere quello spettacolo, Petrosi si spostò tre file più in là, raggiungendo il fianco di Orfini, il bambino prodigio, la promessa del mondo degli scacchi che chissà, forse un giorno avrebbe regalato il titolo mondiale all’Italia. Per ora era lì, che si guardava le unghie con l’aria di annoiarsi a morte, come se l’avessero trascinato a forza a un matrimonio e costretto a stare seduto per tutto l’interminabile pranzo. Di fronte a lui lo spagnolo Insubria, la fronte serrata tra le mani, i capelli stritolati dalle dita, cercava disperatamente di uscire alla pari da una variante minore dell’apertura Scozzese, che il putto gli aveva teso a tradimento.

L.

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Scacchi in Star Trek ENT (S1-4)

La serie televisiva “Star Trek: Enterprise” nel suo vuoto nulla non ha certo interesse per il “nobil giuoco”, che appare solamente verso la fine, nell’episodio 4×11 (21 gennaio 2005), anche se è una scena più che meritevole.

Per puro caso quel 6 marzo 2006 ho beccato la scena in TV, su quella La7 che ha trasmesso la serie sin dall’inizio: dopo tre o quattro episodi avevo subito mollato, non sapendo che erano i migliori e il resto sarebbe stata una discesa verso il nulla.

All’epoca ho inserito il filmatino della scena nel sito del CitaScacchi, e qui ne approfitto per presentare immagini ad alta risoluzione.

Nella scena che apre l’episodio vediamo quel buco di sceneggiatura di Mayweather (Anthony Montgomery), che in 98 episodi totali dice forse dieci frasi, pur rimanendo tra i protagonisti della serie, e il tenente Reed (Dominic Keating), molto più importante e basilare: in 98 episodi di frasi ne dice almeno venti.

I due attori parlano mentre si impegnano in una veloce partita – credo vera, a giudicare dalle mosse – ma la particolarità della scena è che il nero gioca coi bianchi… e viceversa!

Come sempre gli scacchi qui simboleggiano il piano machiavellico che i due personaggi dovranno adottare nell’ennesimo noioso episodio fatto di vuota e inconcludente vuotezza.
Gli scacchi prima di allora erano apparsi solo come scenografia della vecchia stanza di Mayweather nell’astronave in cui è cresciuto. (Episodio 2×20)

Merita una menzione un altro gioco da scacchiera, il go, apparso immotivatamente nell’episodio 2×22.

Anche qui c’è una situazione intricata in cui ogni mossa può essere pericolosa, e il gioco da scacchiera ne è il perfetto simbolo.

Per il resto, nel vuoto di Enterprise nessuno può sentirti giocare a scacchi…

L.

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Excalibur 12 (2020)

Splendida illustrazione di copertina scaccosa firmata Mahmud Asrar per il numero 12 (settembre 2020) della testata “Excalibur” (Marvel).

L.

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Jambo (2020)

Nuovo aggiornamento per gli “Scacchi e Videoclip“, visto che il “nobil giuoco” fa una velocissima comparsata in Jambo (2020) di un gruppetto di musicisti vari.

Mentre Giusy canta tra le treccine, alle sue spalle altri – immagino cantanti e musicisti del video corale – giocano a scacchi immersi nei colori.

L.

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Stargate Universe SGU (2011)

Gli scacchi appaiono ovunque, anche al di là della galassia! Così può capitare che per passare il tempo nell’astronave misteriosa protagonista di “Stargate Universe” (SGU), negli episodi 2×14 e 2×15 (21 e 28 marzo 2011) appaia una scacchiera e delle pedine fatte a mano.

Il “nobil giuoco” è appena menzionato nella serie che mi ha regalato gioie e dolori – la prima stagione è tra i migliori prodotti di fantascienza televisiva che ho mai visto, la seconda è roba da picchiare gli autori con un giornale arrotolato – ma come sempre ha un suo motivo.

L’astronave antica è piena di misteri e ci vorrà molta intelligenza per rimanere in vita, e la scacchiera è là a simboleggiare le continue strategie umane contro la macchina silente.

Solo un paio di apparizioni di pochi secondi, ma sempre apprezzate.

L.

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Stargate Atlantis 2×09 (2005)

Già una quindicina d’anni fa questa citazione da “Stargate Atlantis” l’ho inserita nel sito del CitaScacchi – con tanto di filmatino – ma ne approfitto per prendere schermate più grandi e presentarlo insieme ad altre citazioni dalla stessa serie.

Nell’episodio 2×09 (23 settembre 2005) l’atlantideo Ronon Dex (il giovane Jason Momoa) osserva incuriosito due giocatori di scacchi, chiedendosi come mai siano così lenti nei movimenti.

Purtroppo il “nobil giuoco” scomparirà subito dalla sala mensa e questa rimarrà una felice eccezione.

L.

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Stargate SG-1 3×18 (2000)

Già una quindicina d’anni fa questa citazione da “Stargate SG-1” l’ho inserita nel sito del CitaScacchi – con tanto di filmatino – ma ne approfitto per prendere schermate più grandi e presentarlo insieme ad altre citazioni dalla stessa serie.

Nell’episodio 3×18 (11 febbraio 2000) il colonnello Jack O’Neill (Richard Dean Anderson) la combina grossa e viene messo in pensionamento anticipato: ne approfitta per giocare a scacchi da solo, girando la scacchiera mossa dopo mossa.

Visto che l’episodio avrà diversi colpi di scena e una trama molto complessa, credo proprio che la scelta del “nobil giuoco” non sia casuale bensì (come sempre) simbolo di un piano machiavellico ideato dal protagonista.

L.

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Cthulhu Tales 1 (2008)

Cover di Patrick Ballesteros

Splendida illustrazione scaccosa di Patrick Ballesteros per il primo numero della testata a fumetti “Cthulhu Tales” (Boom! Studios) del marzo 2008.

L.

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Stargate SG-1 9×01 (2005)

Per una ricerca di cui parlerò in seguito sul Zinefilo, mi è capitato di vedere l’episodio 9×01 (15 luglio 2005) della serie televisiva “Stargate SG-1“, uno sterminato universo narrativo in cui c’è davvero da perdersi. Sulle trame ci sarebbe da discutere, ma i personaggi sono sicuramente molto ben azzeccati.

La nona e penultima stagione della “serie madre” è un momento di cambi al vertice, visto che ben tre degli storici attori hanno mollato. A gestire il progetto Stargate arriva il generale Hank Landry, interpretato da un sempre piacevole Beau Bridges.

In questo primo episodio in cui i nuovi personaggi si assestano e i vecchi attori fingono di volersene andare solo per rimanere in pianta stabile, c’è bisogno di un passaggio delle consegne: cosa c’è di meglio di una partita a scacchi fra il nuovo capo e il vecchio?
Fa così una comparsata il generale Jack O’Neill, il sempre simpatico Richard Dean Anderson.

Con questa breve scena deliziosa, in cui il nuovo capo è convinto di star vincendo e invece viene battuto dal vecchio capo, i due personaggi si passano il testimone alla guida della serie, e mi sento di dire che Bridges non farà rimpiangere Anderson.

Di una cosa si può star sicuri: comandare Stargate è davvero una grande partita a scacchi!

L.

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Le diavolesse (1971)

L’impareggiabile Ivano Landi del blog “Cronache del Tempo del Sogno” mi segnala una scena scacchistica nel film francese “Le diavolesse” (Morgane et ses nymphes, 1971) di Bruno Gantillon (in DVD Sinister Film 2017).

Come si vede dall’immagine qui sopra, una delle ninfe sta muovendo una pedina nera con la mano sinistra, mentre sta entrando nella stanza Morgana di nero vestita. Poi però quest’ultima si avvicina alla scacchiera…

… e la ninfa muove un’altra volta! Stavolta con la mano destra. Ma che partita è, se uno dei due giocatori muove due volte? Infatti la ninfa avversaria si lamenta di non vincere mai: e te credo! Ci pensa Morgana a sistemare la faccenda, mandando all’aria tutte le pedine. E mo’ non gioca più nessuno!

Ringrazio Ivano, archeologo del cinema, per farmi conoscere queste chicche d’annata di cui ignoravo l’esistenza.

L.

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